Descrizione
Prefazione a cura di Nicola Larini
“Stava seduto per ore senza mai scendere, anche quando i meccanici stavano eseguendo lunghi interventi sulla sua macchina. Quello era il suo elemento naturale, come l’acqua per i pesci. La Ferrari era un estensione del suo corpo. Minutino, gracile persino, dall’aspetto quasi inadatto a quel mestiere. Non ci volle molto per ricrederci. Quanta furia era racchiusa in quel piccolo essere. Già dalle prime prove rimasi sconcertato, spaccava tutto. A ogni giro rientrava ai box con qualcosa di rotto. Quante le volte, quand’era ai primi posti sulla griglia di partenza, che gli raccomandavo di usare più testa e meno cuore. “Si Antonio“, non Tom, com’era uso chiamarmi, mi rassicurava con un malizioso sorrisetto. Abbassata la visiera però, il cuore prendeva sempre il sopravvento” – Antonio Tomaini





